titelevi


anno europeo 2007
maggio 29, 2007, 10:03 pm
Filed under: berlino, dalema

… In riferimento ai diritti umani e alle non discriminazioni basate sul sesso, l’origine etnica, la razza, l’handicap, l’orientamento sessuale, la religione o le convinzioni personali, non potevamo non ricordare che il 2007 è stato indicato dall’ Unione Europea come ” l ‘Anno Europeo delle Pari Opportunità di Tutti ” . Sarà celebrato, per ciò che concerne il nostro paese, il prossimo 3 maggio, a Roma, con delegazione politica capeggiata dal premier, Romano Prodi. Coinvolti 27 paesi dell’ Unione con iniziative partite da Berlino. E’ possibile scaricare dal sito ministeriale delle pari opportunità il programma specifico della giornata. Un anno intero dedicato, dunque, alla riflessione e al dibattito sulla teorica uguaglianza tra i cittadini e tra i popoli. Teorica, perchè nella pratica, si è ancora molto distanti dal poter affermare o sostenere la vittoria della lotta alle discriminazioni e alle diversità. 15 milioni di euro per finanziare una campagna di informazione a livello europeo, eppure la stragrande maggioranza della popolazione italiana ignora del tutto l’esistenza di questo importantissimo evento. L’ Anno Europeo costituisce una mera iniziativa di sensibilizzazione collettiva, nata su proposta del Parlamento europeo. A partire dal 1983, ogni anno viene dedicato ad un tema specifico e l’ Unione si impegna affinchè siano discussi e dibattuti temi fondamentali di interesse comunitario.Su questo sito, possiamo leggere la storia della sua nascita ed osservare una tabella indicativa con gli argomenti affrontati e previsti dal 1983 al 2008. Da qui, invece, è possibile scaricare la decisione del parlamento europeo del 17 maggio 2006, da cui si evince l’argomento da affrontare nel 2007, relativamente alle pari opportunità. Il badget stanziato per la campagna informativa, è stato utilizzato anche per effettuare un sondaggio, a livello europeo, realizzato da Eurobarometro, sugli eventuali effetti esistenti di fattori discriminatori. Sono stati sentiti 25 mila cittadini dell’ Unione. Dall’analisi dei risultati riportati, appare chiaro come la discriminazione sull’origine etnica sia diffusa per il 64% degli intervistati, sull’orientamento sessuale per il 50%, su quello religioso, il 44%. Sono dati sconcertanti che dimostrano come ancora enormemente lontani si è dal potersi confrontare senza pregiudizi o condizionamenti, dovuti al sesso di appartenenza, alla religione seguita, all’orientamento sessuale. Il percorso per un’uguaglianza collettiva e per l’ottenimento di concrete pari opportunità è di certo ancora molto lungo, soprattutto se ci soffermiamo a riflettere sulla condizione esistente e presente già in Italia, dove i pregiudizi e le discriminazioni fanno parte del vivere quotidiano. …. – julia – LaTOgaSTrappata®

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